Andrea Tommasi, a soli 30 anni, ha scelto di rompere gli schemi imposti dalla società, seguendo con determinazione e intraprendenza la propria visione. Due anni fa ha lasciato il suo lavoro per dedicarsi completamente alla creatività, trasformando semplici tavole da skate in autentiche opere d’arte, dando forma a tutto ciò che la sua immaginazione gli suggerisce.

Andrea stesso ha detto che “quando si trova la propria strada non si ha età, buttatevi appena potete, sperimentate, sognate, si fa sempre ora a cambiare.”

LA: Come è nato tutto? Qual è la tua principale fonte di ispirazione?

AT: L’ispirazione mi è venuta dopo anni passati sullo skate, mentre tra un’acrobazia e l’altra sfrecciavo su quelle piccole quattro ruote, sentendo la libertà sotto i piedi e immaginando tutto ciò che una semplice tavola poteva diventare. Sono partito da zero, con emozioni contrastanti, timori e paure, ma con la determinazione di affrontare ogni sfida a testa alta. Tutto è iniziato in un garage a Lugagnano (in provincia di Verona, ndr), uno spazio modesto ma ricco di possibilità. Oggi ho trasformato quello che un tempo era il deposito degli attrezzi per l’orto di mia nonna nel mio piccolo laboratorio, un luogo in cui la creatività prende forma ogni giorno.

LA: Da cosa sei partito?

AT: All’inizio realizzavo accessori: portachiavi, anelli, orecchini. Poi sono passato a oggetti più grandi come taglieri, tavolini e persino elementi più complessi per penisole. Ho iniziato dalle piccole creazioni per poi ampliare il mio raggio d’azione.

LA: Qual è il primo oggetto che hai realizzato?

AT: Già prima del Covid sentivo lo stimolo dell’inventore. Tutto è iniziato con una tavola propedeutica, una semplice struttura senza ruote, con due assette di legno al posto delle rotelle, pensata per imparare l’equilibrio. Proprio da quella tavola, lasciata in disparte, è nata la mia prima intuizione. Poco prima della pandemia, con la mia prima seghetta da legno – che fino a quel momento avevo usato solo per tagliare piccoli rametti – ho deciso di riprodurre la trama colorata della tavola da skate. Da quel gesto spontaneo è nato il mio primo prototipo: un portachiavi, il primo di una lunga serie di creazioni.

LA: Dove recuperi le tavole?

AT: Dai miei amici e coetanei skater, spesso tramite l’Agape Skatepark, ricevo tavole distrutte o abbandonate. Loro sanno che per me ogni pezzo di legno porta con sé una storia e una nuova possibilità di trasformazione.

LA: Quali materiali vengono utilizzati per le tavole?

AT: Le tavole sono realizzate in multistrato di acero canadese, stratificate con colori casuali. Ed è proprio in questa casualità che risiede il fascino creativo di ogni pezzo. Le tavole da skate hanno due estremità principali, chiamate nose e tail, ma è la parte centrale quella di maggior valore, perfetta per realizzare taglieri di qualità.

LA: Puoi descrivere il processo di lavorazione?

AT: Per creare un anello, parto da un rettangolo di legno e realizzo il foro centrale. Successivamente, con la seghetta, taglio i triangolini dagli angoli e inizio il processo di levigatura, carteggiando anche l’interno per ottenere una superficie liscia e uniforme. Infine, applico un rivestimento di cianoacrilato, che rende il legno waterproof e dona un effetto lucido e resistente nel tempo. Per la realizzazione delle mandoline, alterno l’uso di legni pregiati come noce e faggio con inserti realizzati dalle tavole da skate colorate, che diventano il mio segno distintivo, una sorta di marchio personale.
La lucidatura del legno avviene con grande attenzione: utilizzo una mola abrasiva e una stoffa impregnata di cera specifica per legno, che permette di ottenere una finitura liscia e brillante. Ogni dettaglio è curato personalmente, dalla creazione alla confezione, fino ai bigliettini da visita e alle incisioni realizzate con il laser.
Oltre alle tavole da skate, recupero legno da fonti insolite, come un’azienda agricola di Poiano, che ha sostituito le vecchie paline di legno delle vigne con strutture in ferro. Questo legno, chiamato IPE, ha una storia, un vissuto. È un materiale ultra-stagionato e incredibilmente resistente, ma per poterlo lavorare è necessario un lungo processo di pulizia e preparazione, curato nei minimi dettagli.

LA: Come ti fai conoscere?

AT: Viaggio spesso per realizzare lavori su commissione e partecipo ai mercatini dell’artigianato, portando le mie creazioni direttamente al pubblico. Inoltre, ho una vetrina all’Agape Skatepark, dove espongo i miei lavori, mostrando il processo che va dalla materia prima al prodotto finito. Quest’anno, l’Agape ospiterà i campionati di skate, una competizione che attraversa tutta Italia. Sarà un’occasione preziosa per amplificare la mia visibilità e far conoscere il mio lavoro a un pubblico più ampio. Alcuni dei miei prodotti sono esposti anche nel negozio dello Slide de Tour, che vende tavole sia da skate che da snowboard.

La creatività di Andrea sembra inesauribile. Tra le sue realizzazioni ci sono anche manici di coltelli, come quello con una lama proveniente direttamente dal Giappone, un regalo di un amico. Per il manico ha scelto una trama obliqua con un inserto centrale in mogano, dimostrando ancora una volta la sua attenzione per i dettagli e la precisione artigianale. Ogni creazione è frutto di una ricerca meticolosa, in cui nulla è lasciato al caso. Andrea è un vero ideatore, animato da passione e ispirazione. La sua voglia di fare è palpabile, così come la sua capacità di vedere opportunità creative in ogni cosa. “Vi sorprendereste di quante cose si possono realizzare,” racconta con entusiasmo. “Basta togliere il grip e ti ritrovi con pezzi puliti pronti per essere trasformati. Con un po’ di fantasia, forza di volontà e determinazione, le combinazioni possibili sono infinite.”

https://www.instagram.com/toms_skate_craft/

(Le fotografie di questo articolo sono state scattate da Elizabeth Alberti)

Autore

  • Vivo in un piccolo paesino di montagna sui Monti Lessini, in Veneto. Il mio sogno nel cassetto è creare ambienti e spazi che trasmettano comfort, armonia e, perché no, un pizzico di magia. Sto realizzando questo obiettivo frequentando NAD, con una specializzazione in Interior Design. Questo percorso mi sta permettendo di consolidare la mia capacità di sperimentare, superare i miei limiti e trovare nuove ispirazioni, senza mai perdere di vista le tendenze attuali. Amo mettermi in gioco, spingermi oltre i confini e dare libero sfogo alla mia immaginazione.

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