La psicologia del colore studia le modalità attraverso le quali la percezione del colore influenza emotivamente ogni individuo ed, al tempo stesso, il modo in cui le caratteristiche e le condizioni psicologiche di un soggetto possono influenzare la percezione stessa del colore. Quando osserviamo un oggetto colorato, la percezione visiva genera vere e proprie sensazioni che vengono fisiologicamente recepite dal nostro cervello che le elabora, producendo effetti affascinanti sul nostro corpo e sul nostro atteggiamento psicologico. Ciò non influenza solo le reazioni del nostro organismo ma anche il nostro stato d’animo.
La cromoterapia si basa proprio su questi effetti. Essa è una vera e propria terapia del colore che sfrutta le stimolazioni cellulari e nervose delle irradiazioni luminose dei colori, attraverso oggetti e fasci di luce colorati. Ad ogni colore associamo, inconsciamente, una valenza emozionale complessa, in base ai nostri vissuti personali ed al contesto culturale nel quale viviamo.
Tutto ciò si può applicare anche nell’ambito della moda, dove il colore riveste un ruolo fondamentale, non solo da un punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista emotivo e percettivo. All’interno di questo mondo possiamo vedere come la percezione del colore cambi tra le varie culture, basti pensare alle enormi differenze tra la percezione cromatica occidentale e quella orientale. Ad esempio il colore nero in occidente simboleggia il lutto, mentre per quanto riguarda la Cina il nero rappresenta un simbolo di forza e autorità, onestà e giustizia. Non per nulla in passato era il colore simbolo dell’imperatore. Per il Giappone è collegato alla paura, mentre in Egitto la parola “nero”, ha una connotazione talmente negativa che si sceglie di non pronunciarla se non riferita a contesti positivi. Tutto ciò ci fa capire come la percezione del colore e le emozioni che esso sprigiona sono differenti per ogni soggetto.
La psicologia del colore distingue, inoltre, i colori in caldi e freddi. I colori caldi, come il rosso, il giallo, l’arancione sembrano suscitare reazioni di attività, energia, solarità, mentre i colori freddi, come il blu, il viola, l’azzurro spingono alla quiete, alla passività e alla calma. Ma andiamo a scoprire meglio il significato dei vari colori!

Il rosso è un colore dall’effetto stimolante ed energico, attira l’attenzione e stimola l’appetito. Simboleggia dinamismo, vitalità, sensualità ma anche aggressività. In particolar modo quest’ultima in quanto il rosso è collegato al colore del sangue. Nel mondo della moda storicamente, il rosso, era utilizzato come colore simbolo di potere e di prestigio dai nobili, ad oggi viene utilizzato soprattutto con il valore di sensualità, ma anche prestigio. Basti ad alcune Maison italiane tra le più importanti come Gucci e Valentino, che delle sfumature di rosso ne hanno fatto un proprio must.

L’arancione simboleggia entusiasmo, divertimento, vitalità e giovinezza. Invita molto alla socializzazione e incoraggia ottimismo e creatività. Rischia però di infastidire chi non è molto estroverso e di trasmettere l’impressione di poca affidabilità e serietà. L’arancione, con il suo fascino energico, nel 2023 è stato uno dei protagonisti delle varie collezioni che hanno sfilato in passerella. Non a caso l’arancione è anche il colore simbolo del brand di lusso Hermès, che durante la seconda Guerra Mondiale ha modificato il suo colore dal senape all’arancione. Al tempo il cambio era avvenuto per necessità dovute alla grande guerra, ma successivamente tutto ciò si è trasformato in un punto di riconoscimento.
Il giallo è il colore della positività, dell’ottimismo e dell’illuminazione. Esprime curiosità, allegria, chiarezza, espansione, fantasia e azione. In altre accezioni il giallo si associa anche alla paura, alla codardia e alla cautela. Tendenzialmente le persone più anziane non gradiscono questo colore. Nella moda viene spesso utilizzato nelle sua nuances più chiare come si può vedere, ad esempio, nella collezione SS 20 di JW Anderson. Proprio in queste tonalità chiare, il giallo torna ad essere uno dei protagonisti di quest’estate. Il color burro è uno dei più apprezzati in questo 2025.

Il verde rappresenta principalmente la natura, la freschezza, la crescita e il rinnovamento. Ha un effetto calmante ed esprime armonia ed equilibrio: lo si può indossare nei momenti in cui si ha bisogno di stabilità. Nel 2024 il verde è stato un colore must have, tutti dovevamo avere almeno un capo di questo colore nel nostro armadio. Considerato come il colore simbolo della fortuna e della prosperità, questo colore rappresenta anche l’energia della vita che continua e si rinnova. Vediamo inoltre che lo studio delle palette colori per la stagione 2026 inserisce nuovamente delle nuances di verde, passando dal color “trasformative teal”, un verde azzurro più tendente al petrolio, fino ad arrivare al “jelly mint” un verde molto chiaro, primaverile.

Il blu simboleggia profondità, vastità, calma, equilibrio e potenza, non per nulla è il colore che colleghiamo al mare, ma anche allo spazio. Due estremi che ci fanno sognare con la loro profondità ed immensità. Inoltre comunica fiducia, lealtà, fortezza, successo e distinzione. Nel mondo della moda il blu è uno dei colori comfort, soprattutto per quanto riguarda l’uomo. Ne esistono un’infinità di sfumature, dalle più classiche alle più eccentriche. Per quanto riguarda quelle più scure comunicano sobrietà, ma anche professionalità ed affidabilità. Lo si può definire anche un colore di stabilità pensando al denim, un capo che utilizziamo nel quotidiano e che ci da un senso di sicurezza.
Il viola esprime regalità, sofisticatezza, lusso ma anche spiritualità, ispirazione, intelligenza, saggezza, conoscenza, sogno ed essoterismo. Il viola negli anni è sempre stato associato ad un qualcosa di magico e misterioso, basti pensare all’iconografia delle streghe, spesso vestite di viola. Proprio per quest’aura di mistero ed eleganza alcuni tra i più famosi designer, tra cui Alexander McQueen, Versace e Valentino, hanno utilizzato il viola in alcune delle loro collezioni iconiche. Questo esempio riesce a sdoganare la credenza popolare che il viola nell’abbigliamento porti sfortuna. Infatti lo troveremo all’interno della palette colori per l’autunno inverno 2026.
Il rosa è un colore che si associa alla femminilità, alla dolcezza, all’innocenza e all’infanzia. Lo si può associare anche all’idea di leziosità e vizio. Nonostante in passato il rosa venisse attribuito al gentil sesso, ad oggi è un colore abbastanza unisex. Già dal 2020 sulle passerelle vediamo questo colore indossato da uomini. Nonostante ciò il rosa rimane un colore simbolo di dolcezza e poesia, indipendentemente da chi lo indossa. La moda decodifica con il suo linguaggio, con la sua creatività, un nuovo messaggio: indossare il rosa è un invito alla “joie de vivre”, ovvero alla gioia di vivere.
Il grigio si associa spesso alla noia, alla tristezza, all’ambiguità, ma anche alla sobrietà, alla mediazione, alla produttività e alla sicurezza. Adatto se non si vuole attirare eccessivamente l’attenzione. Il grigio è per natura un colore neutro, né completamente bianco, né completamente nero, esso simboleggia un punto intermedio, rendendolo un simbolo di equilibrio, neutralità e stabilità. Nella moda il grigio è comunemente associato alla sofisticatezza e all’eleganza. Un abito grigio con un bel taglio può trasmettere un senso di classe e stile senza tempo. Inoltre è anche associato alla formalità e alla serietà, per questo viene scelto come colore da indossare in ambienti professionali. Può indurre inoltre sentimenti di tranquillità e riflessione. Tuttavia un tonalità di grigio sbagliata, abbinata ad un taglio di abito un po’ âge rende il tutto particolarmente monotono, se non addirittura vecchio e deprimente.
Il marrone trasmette stabilità, accoglienza, amicizia, affidabilità, protezione, onestà, l’essere “coi piedi per terra” e avere “radici salde”. Esprime anche emotività e bisogno di soddisfare i sensi. Lo si può associare anche a qualcosa di un po’ noioso, avvizzito e campestre. Soprattutto nel passato il marrone era utilizzato come colore degli abiti dei contadini, in quanto il colore della stoffa grezza era tendente al marrone. Non veniva quasi mai utilizzato dalle classi nobili, perché considerato il colore della terra e del popolo. Ad oggi viene spesso utilizzato per la creazione di look formali ed eleganti, ma anche per outfits più casual e rilassati, sposandosi con grande varietà di tessuti come il cachemire, il tweed o la pelle. Nelle tonalità più sabbia riveste un ruolo iconico dando colore al celebre trench di Burberry. Tutt’ora viene molto utilizzato nelle tonalità più scure per la stagione invernale, mentre nelle sue nuances più chiare per l’estate.
Il nero simboleggia eleganza, serietà, credibilità, mondanità, raffinatezza, potere, rigore, formalità ma anche inevitabilmente oscurità, paura e morte. È spesso utilizzato come colore “rifugio”, in particolar modo dalle donne. Viene considerato il colore simbolo dell’eleganza e della raffinatezza, non per nulla viene spesso utilizzato per serate di gala e per red carpet. Esiste un vero e proprio dress code definito black tie, che impone a chi partecipa all’evento di indossare un abito molto elegante di colore nero. Nei secoli il nero riveste un ruolo di vitale importanza, basti pensare a Coco Chanel che creò il little black dress, uno dei pilastri fondamentali del mondo della moda.
Il bianco simboleggia pace, perfezione, semplicità, trasparenza, pulizia, sterilità, equità e castità. Comunica lucidità ma anche freddezza e distanza. Questo colore evocava infatti la statuaria antica e, al tempo stesso, allude ai concetti di purezza, virtù e sacrificio legati alla Rivoluzione. In tutte le sue sfumature, accesso nella brillantezza o spento nell’opacità, è da sempre paradigma di un’eleganza assoluta ed essenziale. Nonostante non sia un colore raro, è difficile che sia fuori posto. Ne era convinta anche Coco Chanel quando diceva: «Con un abito in cui si compare per dieci minuti ci si può permettere tutto, mantenerlo un’intera serata è un disastro. Le donne pensano a tutti i colori, tranne all’assenza di colore. Ho detto che il nero conteneva tutto. Anche il bianco».

Lascia un commento